Ho visitato Matera quando ero ancora una bambina ed i rioni antichi erano una città fantasma. Oggi, ogni volta che ci torno, questa città riesce sempre a sorprendermi per la sua incredibile storia di rinascita, la sua varietà di paesaggi e, soprattutto, per la sua estrema valenza culturale e architettonica, che l’ha resa, nel 1993, il primo sito, dell’Italia meridionale, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ammirando i Sassi da uno dei tanti belvedere panoramici che si incontrano passeggiando tra le sue strade millenarie, lo sguardo passa dalle grotte preistoriche oltre la Gravina ai palazzi barocchi del quartiere del “Piano”, dalle chiese rupestri disseminate qua e là agli eleganti locali e ristoranti del centro, dalla natura selvaggia della murgia materana alla popolazione, che ha saputo adattarsi. Sceglierla per Capodanno significa iniziare l’anno in un luogo che, dopo essere stata una città fiorente, ha conosciuto, agli inizi dell’Ottocento, l’abbandono, la povertà, tanto da ricevere l’etichetta dolorosa di “vergogna”, e che proprio da lì ha costruito una delle rinascite culturali più potenti d’Europa. Abbiamo visitato strade di pietra, belvederi panoramici, chiese romaniche, musei scavati nella roccia, set cinematografici naturali e ascoltato storie di vita dura, vera, senza filtri. Questo racconto è la storia di una città che insegna che si può ripartire senza cancellare il passato.
Verso la Basilicata
Partiamo da Ostuni alle 16:00, lasciandoci alle spalle il bianco calce della Città Bianca. La strada passa per Taranto, città dei due mari che convive con la fabbrica dell’Ilva, e poi Metaponto, dove, nel VI secolo a.C., arrivò Pitagora, fondando una delle scuole filosofiche più influenti dell’antichità. Le Tavole Palatine, ciò che resta del tempio dorico dedicato a Hera, ricordano che il Sud Italia è stato centro importante della Magna Grecia. Alle 18:00 arriviamo a Matera. Lasciata l’auto in via Lanera, a soli 500 metri dal nostro hotel, diventa subito evidente una cosa: Matera è una città che si vive a piedi.
Dormire nella storia: Albergo Italia
In pochi minuti raggiungiamo l’Albergo Italia. Si tratta del primo albergo di Matera, aperto agli inizi del Novecento, quando la città non era ancora una meta turistica. Molti scrittori, intellettuali e viaggiatori del Novecento hanno dormito qui quando Matera non era assolutamente una destinazione “alla moda” come oggi. Solo 47 stanze in parte ristrutturate, eleganti ed immerse in atmosfere d’antan. La nostra stanza, prenotata su Booking, è su due livelli, con soppalco, e una terrazza affacciata direttamente sui Sassi, illuminati di notte come un presepe… una vista che già da sola vale il viaggio! Lasciamo le valigie ed usciamo subito.
Piazza Vittorio Veneto: la soglia tra due città
Raggiungiamo Piazza Vittorio Veneto, il vero punto di passaggio tra la città moderna e quella antica, realizzata nel 1880 con l’abbattimento delle mura medievali e delimitata a ovest dal bellissimo Palazzo settecentesco dell’Annunziata. Pochi sanno che sotto questa piazza si nasconde uno dei più complessi sistemi di raccolta dell’acqua medievali d’Europa: cisterne, canalizzazioni, vasche. Matera ha sempre vissuto in equilibrio con l’acqua che veniva raccolta fino all’ultima goccia, poi filtrata e conservata. Senza questo sistema di ingegneria idraulica la città non sarebbe mai sopravvissuta. La piazza è pronta per il concerto di Capodanno ma noi proseguiamo.
Il primo colpo al cuore: il belvedere sui Sassi
Arriviamo al Belvedere dei “tre archi” dedicato a Luigi Guerricchio, pittore materano molto legato alla sua città. Davanti a noi si apre il Sasso Barisano, un intreccio perfetto di case-grotta, archi, scale, tetti che diventano strade e strade che diventano terrazze. Da qui si vede anche la Basilica Cattedrale “Maria Santissima della Bruna”. Più in là si intuisce dove comincia il Sasso Caveoso, l’altro rione storico della città. È qui che si comprende che Matera non è costruita sulla roccia, ma dentro la roccia: un insediamento abitativo da oltre 9.000 anni, tra i più antichi al mondo ancora abitati.



San Giovanni Battista: il romanico che sorprende
Proseguiamo verso la Chiesa di San Giovanni Battista, uno dei capolavori del romanico dell’Italia meridionale. Costruita tra XII e XIII secolo, fonde influenze pugliesi e lucane. L’esterno è austero e si apre su una magnifica piazza, l’interno sorprende invece per armonia ed equilibrio. Per secoli è stata tappa di pellegrinaggio per chi si dirigeva verso la Terra Santa. All’interno, nella navata sinistra, si trova una meravigliosa scultura lignea della Pietà.



MuDeSca: l’anima scavata di Matera
Passeggiando per le vie del centro senza una meta precisa, arriviamo in via Stigliani fino al MuDeSca – Museo dello Scavo a ridosso del Sasso Barisano, uno dei due rioni della città vecchia. Scendiamo le scale e ci ritroviamo a percorrere un itinerario affascinante, nella Matera Sotterranea, dedicato all’evoluzione dell’uomo. Con un biglietto di soli 5 € a persona, ci si può immergere in un percorso fatto di caverne, antiche cisterne e ambienti dove si viveva, si produceva il vino e si stipava olio e grano. Non è un museo tradizionale, ma uno scavo vivo, dove la storia si legge in verticale, strato dopo strato, così come raccontato magistralmente dal proprietario Giuseppe che mescola la storia di questi luoghi con i racconti della sua famiglia “liberale”, una delle più potenti di Matera. Ci ricorda che camminare tra i Sassi significa muoversi su un set naturale, dove sono state girate pellicole importanti come Il Vangelo secondo Matteo, La Passione di Cristo e Ben-Hur.
Ci spiega che quello che stiamo visitando non sono caverne naturali ma grotte artificiali realizzate in origine come luoghi a destinazione d’uso produttiva e deposito di vino, olio e grano; dai materiali di scavo di queste grotte veniva costruito l’edificio principale posto dinanzi e che nascondeva completamente la grotta stessa. Le grotte furono abitate solo a partire dall’ottocento dai contadini, privati della proprietà di campagne e di case che, vennero trasferite alla chiesa e ai privati. Qui le cisterne raccontano l’ingegno nel recupero dell’acqua mentre gli spazi dedicati al vino ricordano che la viticoltura era sopravvivenza. Sui muri si scorgono ancora i resti di fossili di conchiglie perché Matera è stata costruita nella calcarenite proveniente dagli oceani: una città plasmata dunque non solo nella profondità della terra ma anche del mare.
Fino agli anni ’50 famiglie intere vivevano qui, spesso insieme agli animali, senza acqua corrente né elettricità. I bambini morivano di fame e i mendicanti elemosinavano per strada per un po’ di cibo e chinino, l’unico rimedio contro la malaria. Dopo la denuncia di Carlo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli”, Matera venne definita “la vergogna d’Italia”. I quartieri del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso vennero sgomberati in forza della famosa legge – provvedimento del 1952 di De Gasperi e la popolazione trasferita nei nuovi quartieri all’uopo costruiti da architetti famosi. Il nucleo antico si trasformava quindi in una città fantasma. Poi nel 1993, il riscatto: Patrimonio UNESCO, come simbolo universale di resilienza umana, a seguito di un atto d’orgoglio dei cittadini. Finalmente le venne riconosciuta la valenza urbanistica e culturale che meritava. Questo segnò un punto di svolta del centro storico che lentamente si avviò verso il ripopolamento. La designazione di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019 ha dato la spinta culturale e nel 2026 Matera sarà anche “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” confermandosi un punto di riferimento culturale europeo e mediterraneo. Oggi però deve fare i conti con l’overtourism e si deve cominciare a ripensare alla città in un’ottica di turismo sostenibile.



La sera di Capodanno
Rientriamo in hotel per prepararci per il cenone prenotato da Stano, trattoria in via Santa Cesaria vincitrice della trasmissione dello Chef Borghese ”4 Ristoranti”. Lo abbiamo scelto per la sua cucina lucana autentica, senza compromessi, con prodotti tipici locali e ricette reinterpretate in chiave moderna. Poi dopo la mezzanotte ci siamo concessi un po’ di musica in piazza dove era previsto il concerto di Coez. La città ha festeggiato con misura e ci è apparsa molto sicura e organizzata. Poi una volta rientrati in hotel siamo stati avvolti dal silenzio che solo Matera sa offrire.



1 gennaio: il sacro che dialoga con il presente
All’indomani è la luce del sole che ci sveglia. Usciamo in terrazza e davanti a noi si apre il mare dei tetti dei Sassi con le case color pietra che si incastrano una sull’altra, i campanili che emergono qua e là e le strade che sembrano scorrere sui tetti. Sullo sfondo la gravina che disegna una linea netta tra l’abitato e la natura e l’altopiano della Murgia Materana che chiude l’orizzonte. Il cielo è limpido, azzurrissimo, tipico di una mattina invernale. La luce fredda rende i sassi ancora più scolpiti conferendogli una certa tridimensionalità: riconosciamo il sasso Barisano e in parte la Civita, lo sperone centrale che separa il sasso Barisano da quello Caveoso. Dopo una ricca colazione, un caffè caldo e un ultimo sguardo ai Sassi, prima di partire attraversiamo la strada. Di fronte all’hotel c’è la Chiesa del Purgatorio. Barocco lucano del XVIII secolo, profondamente legata al culto popolare delle anime del Purgatorio molto sentito nella tradizione materana. E’ piena di scheletri e teschi legati al tema della morte: quasi a voler trasmettere il messaggio “ricordati che devi morire!”. Vi si accede da un portale verde incastonato in una facciata convessa. All’interno, sotto un’alta cupola ci accoglie una installazione di arte contemporanea che dialoga con lo spazio sacro. Si tratta delle opere di Eli Acheson Elmassry, artista che ora vive nel Nord del Galles. Nella sua opera “Mum’s disintegration” utilizza il lattice ed il calco di pentole e padelle utilizzate dai genitori imbandendo una tavola della memoria con oggetti di colore blu. Matera è una città che più di ogni altra città italiana sperimenta l’incontro tra spazi sacri e arte contemporanea.



Conclusione – La rinascita di una città, la rinascita di ognuno
Matera ci ha insegnato che si può rinascere senza dimenticare il passato, trasformando in memoria le ferite. Ed è forse questo che la rende così incredibile: la capacità di dimostrare che si può sempre ripartire. Che ciò che un tempo era vergogna può diventare orgoglio condiviso. Ripartiamo verso la Valle d’Itria, direzione Cisternino, per il pranzo di Capodanno, ma Matera ci resta addosso non come un ricordo ma come una possibilità.
-----INFORMAZIONI PRATICHE-----
DOVE PARCHEGGIARE:
Si consiglia di arrivare in macchina e parcheggiare nei seguenti luoghi:
· Via Rocco Scotellaro, con tariffa 1,50 € l’ora di giorno e 0,80 € l’ora di notte, ideale per soste brevi;
· Via Pasquale Vena, con 1 € l’ora oppure 10 € per 24 ore, perfetto per soggiorni più lunghi.
· Garage Damasco o Parking Sant’Isidoro in via Lanera nei pressi del Castello Tramontano per chi preferisce una soluzione custodita.
DOVE DORMIRE:
· Albergo Italia – Il primo hotel della città - Solo 47 stanze in parte ristrutturate, eleganti ed immerse in atmosfere d’antan. Chiedete una suite con vista direttamente sui Sassi per un soggiorno indimenticabile (https://www.albergoitalia.com/).
DOVE MANGIARE:
· Stano - locale dello chef Franco Stano e della moglie, oggi gestito dal figlio, ubicato all’ingresso del Sasso Barisano. Materie prime eccellenti e cucina rivisitata in chiave moderna (https://www.stanoristorazione.it/).
COSA VISITARE:
· MuDeSca – Museo dello Scavo, a ridosso del Sasso Barisano. All’interno del MuDeSca ci si immerge in un percorso tra le caverne molto affascinante e suggestivo (https://www.museimatera.it/museo-dello-scavo/.
FILM DA VEDERE:
· "Il Vangelo secondo Matteo":(1964) di Pier Paolo Pasolini.
· "Cristo si è fermato a Eboli":(1979) di Francesco Rosi.
· "Non si sevizia un paperino":(1972) di Lucio Fulci.
· "L'uomo delle stelle":(1995) di Giuseppe Tornatore.
· "La Passione di Cristo":(2004) di Mel Gibson.
· "The Omen - Il presagio":(2006).
· "Ben-Hur":(2016) (remake).
· "Wonder Woman":(2017).
· "007 - No Time to Die":(2021).
· “Senza Sangue” :(2025) di Angelina Jolie.
COSE LEGGERE PRIMA DI PARTIRE:
· Matera e Basilicata. Editore: Lonely Planet Italia; Data di pubblicazione: 22 novembre 2018;Edizione: 2; Lingua: Italiano; Lunghezza stampa: 208 pagine;
· Touring Club | Guida della Città di Matera e della Basilicata, Curiosità, Aneddoti e Storie, dalla città di Matera fino alla Costa Ionica, 13x22 cm | Edizione 2022. Copertina flessibile – 31 marzo 2022.
· Senza Sangue di Alessandro Baricco Editore: Feltrinelli; Data di pubblicazione: 19 dicembre 2022. Lingua: Italiano; Lunghezza stampa: 80 pagine.
· Cristo si è fermato a Eboli- Copertina flessibile – 27 gennaio 2014. Editore: Einaudi; Data di pubblicazione: 27 gennaio 2014; Edizione : 1°; Lingua: Italiano; Lunghezza stampa: 280 pagine.
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